#FIGLISENZADIRITTI

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La campagna social lanciata da Famiglie Arcobaleno ci ricorda come, al di là delle chiacchiere e dei rumori della politica, l’emergenza siano i diritti negati a centinaia di bambini italiani.

L’Associazione Famiglie Arcobaleno è un’associazione nata in Italia nel Marzo del 2005 che riunisce persone omosessuali in coppia e single, che hanno realizzato o aspirano a realizzare il proprio progetto di genitorialità.

Questa associazione, della quale anche noi facciamo orgogliosamente parte, ha appena lanciato una maratona attraverso Facebook e Twitter : #figlisenzadiritti.

 A noi preme innanzitutto promuovere quanto più possibile questa bella campagna, che speriamo arrivi a diffondersi a macchia d’olio e poi vorremmo fare una veloce riflessione sulla situazione italiana in questo momento.

Purtroppo da mesi assistiamo a dibattiti, schermaglie e proclami allarmisti che si fondano sul nulla. Sapientemente si è lavorato per spostare l’attenzione pubblica su terreni scivolosi, imbastendo campagne diffamatorie, dai toni terroristici, su questioni teoriche che poco hanno a che fare con il DDL attualmente in discussione in Senato, ma che ben si prestano per incutere timore. Ormai è un circo continuo di opinionisti che a vario titolo si ergono a difensori della morale.

I richiami alla “natura” al “naturale” e al cosiddetto “ordine naturale delle cose” si sprecano, salvo poi perdersi nel nulla quando timidamente viene fatto presente che viviamo ormai da molti secoli secondo leggi e consuetudini che non si richiamano allo stato di natura. Che fine fa ad esempio la “natura” quando si impedisce ad una persona ridotta allo stato vegetativo, la cui esistenza dipende soltanto da macchinari (progresso medico-scientifico), di andarsene semplicemente, come natura vorrebbe appunto? Ma  non vogliamo fare anche noi l’errore di prendere tangenti che escano dal seminato, quindi ritorniamo subito al punto e diciamolo chiaro e forte: MA DI COSA STATE PARLANDO?!

figlisenzadiritti

In Italia ESISTONO, non esisterebbero o forse esisteranno, ma ESISTONO ormai centinaia di minori che sono già nati all’interno di famiglie composte da due mamme o due papà. Questi bambini sono, nella maggioranza dei casi, nati in Italia, hanno almeno un genitore italiano, vengono curati da pediatri italiani, hanno la carta di identità italiana, frequentano scuole italiane, crescono in Italia, sono cittadini Italiani MA non godono degli stessi diritti di tutti gli altri minori italiani e questo perché il governo di questo paese latita nel fare finalmente una legge che riconosca pari dignità alle famiglie composte da genitori dello stesso sesso.

Quello di cui si discute in senato, la stepchild adoption, non è che la possibilità per questi bambini che già esistono e vivono dalla nascita con due mamme o due papà, di poter essere adottati dal genitore non biologico che fa parte della coppia, che per adesso risulta per legge un estraneo, non avendo né diritti né doveri sui propri figli.

Cosa significa? Entriamo nello specifico. Milo ha due mamme. In due lo abbiamo pensato, immaginato e voluto. In due siamo andate a Copenhagen, abbiamo affrontato l’inseminazione e siamo tornate in Italia piene di speranza. In due abbiamo riso, pianto e sognato nei 9 mesi di gravidanza. In due ci stringevamo forte in sala parto: una spingeva e l’altra incoraggiava. In due lo abbiamo preso tra le braccia nel suo primo istante di vita. In due da quel momento in poi lo abbiamo cullato, allattato, cambiato, lavato, baciato e accompagnato all’asilo. In due siamo lì di notte e di giorno e Milo ci guarda sorride e a tutte e due dice MAMMA. Questa è una realtà punto.

Il legislatore non dovrebbe essere chiamato a decidere se la cosa gli piaccia oppure no, la famiglia di Milo già esiste, è questa e continuerà ad essere questa. Un buon legislatore avrebbe invece l’obbligo di legiferare affinché Milo non fosse discriminato e limitato nel suo benessere dall’ordinamento giuridico in essere.

Milo per lo stato Italiano ha un solo genitore. Una delle due mamme è considerata un estraneo, come il macellaio sotto casa o un conoscente occasionale. Questo significa, giusto per fare qualche esempio, che non può prenderlo da scuola se non con una delega scritta, che non è autorizzata ad avere informazioni e a decidere sul suo stato di salute, che in caso di morte o incapacità di intendere e di volere del genitore biologico, Milo verrebbe considerato orfano. Tutto ciò è semplicemente INACCETTABILE e DISCRIMINATORIO nei confronti di Milo. E tutti questi dibattiti che animano i talk show degli ultimi mesi, con Milo e il suo diritto a vedersi riconosciuti per legge entrambi i genitori che già ha e che avrà comunque di fatto, non c’entrano proprio nulla!

Ecco perché è così importante l’iniziativa di Famiglie Arcobaleno, che riporta l’attenzione su ciò che conta davvero: i nostri figli e il fatto che sono FIGLI SENZA DIRITTI.

Ancora una volta ribadiamo che il premier Matteo Renzi, nel novembre 2013, pubblicò sul suo profilo social questo messaggio: “Nel mio gruppo di lavoro c’è una coppia, Letizia e Teresa, che da poche settimane ha un figlio che si chiama Ernesto. Da segretario del PD lavorerò perché Ernesto abbia gli stessi diritti dei miei figli e, dopo tanti anni di discussioni a vuoto, faremo una legge sui diritti civili”.

Matteo stiamo ancora aspettando!!! E ogni tre giorni te lo ricorderemo attraverso i sorrisi dei nostri figli, tweet dopo tweet e non ci fermeremo più fino a quando non garantirete ai nostri figli una pari uguaglianza e pari dignità in quanto cittadini di questo paese.

Segui la campagna di FAMIGLIE ARCOBALENO sulla pagina Facebook #figlisenzadiritti e su Twitter con l’hashtag #figlisenzadiritti.

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