IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO… Pacche sulle spalle per genitori in tilt

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L’altra mattina accompagnando Milo all’asilo, ci siamo imbattuti nella piccola Giulia abbarbicata ad un albero del cortile, in evidente atteggiamento oppositivo, che urlava piangendo di non voler andare a scuola.

I genitori attoniti e frustrati  la braccavano come si farebbe con una bestia feroce e nel velocissimo scambio di sguardi con la mamma dell’imbestialita Giulia, ho cercato di trasmetterle tutto il mio amore e la mia comprensione, pur con la consueta fretta con la quale varco il portone dell’asilo, lancio Milo e scappo al lavoro, già in ritardo di almeno un quarto d’ora.

Nel migliore dei mondi possibili, quello che avrei voluto e dovuto fare, sarebbe stato abbracciarli forte forte e dire loro: “Non vi preoccupate non è colpa vostra, adesso respiriamo insieme e troviamo il mono di far passare Giulia da quella porta”.

Non mi interessa pensare o sapere cosa fosse andato storto quella mattina, quale approccio educativo abbiano i genitori di Giulia o di quanta pazienza siano dotati, so per certo che anche il migliore dei genitori, in un momento qualunque di un giorno qualunque, può incappare in quella tempesta perfetta di eventi che ha come risultato un o una duenne in preda a un’inconsolabile isteria.

Chiunque abbia figli, sa esattamente di cosa parliamo e chiunque ci sia passato sa quanto farebbe piacere una pacca sulla spalla in certi momenti.

La mattina in cui a noi e Milo tutto è andato storto e io mi sono ritrovata a ululare alla luna per cercare di infilare sul seggiolino dell’automobile un Milo urlante e irrigidito come una tavoletta di legno, avrei chiesto aiuto anche alla volante dei carabinieri che, in quella lunghissima mezzora di lotta e trattative estenuanti , mi passò accanto. Ma forse il risultato non sarebbe stato esattamente quello che avrei sperato.

Non ci sono manuali, regole, preparazione e studi che tengano, semplicemente succede. Può succedere più o meno spesso, possiamo essere più o meno abili nel gestire la situazione, più o meno severi, più o meno pazienti, ma avere a che fare con un piccolo essere umano in crescita e formazione, specialmente nella fase pre-verbale, a volte è un gioco di ruoli davvero complicato.

Ci capita spesso, in questi ultimi anni, di parlare con genitori in attesa del primo figlio che cercano risposte e rassicurazioni con gli occhioni pieni di speranza e allora ci abbiamo pensato e ripensato ma alla fine è proprio vero che non ci sono né trucchi, né regole, né segreti che valgano in assoluto, ognuno trova la propria tecnica strada facendo, un po’ come nella vita.

Per chiudere però proviamo a fare una breve lista di quello che abbiamo imparato noi in questi quasi tre anni con Milo, in attesa di tutte le pagine che dovremo ancora scrivere, piene zeppe di tutto ciò che dobbiamo ancora scoprire… E sbagliare!

  • I bambini non sono esseri razionali, pertanto usa l’istinto, anche quello di sopravvivenza
  • Sei e sarai sempre TU il miglior genitore possibile per i tuoi bambini (anche quando vorresti buttarlo dalla finestra del quinto piano)
  • Solo TU sai cosa funziona e cosa non funziona, cosa va bene e cosa non va bene, pertanto sentiti libero di buttare fuori casa (anche a calci) chiunque si presenti per dirti come fare o invitandoti a leggere l’ultimo best seller su come crescere dei figli modello
  • Niente è per sempre! I risvegli notturni, le coliche, i denti, i capricci, la pipì addosso, il rifiuto a stare sul seggiolino, il non volere le scarpe o la giacca… Sono TUTTE fasi passeggere. Mentre ci sei dentro tendi a pensare che sia per sempre, ma mentre ci rifletti la fase è già passata. Perciò, aspetta e respira
  • Siamo TUTTI sulla stessa barca! Il TUO bambino non è necessariamente quello più capriccioso, più oppositivo o più difficile. Sono TUTTI programmati male!
  • Se e quando possibile, prova a guardare le cose dal loro punto di vista e affrontare la vita secondo i loro tempi. Forse è la parte più difficile, perché ci sono scadenze da rispettare, cartellini da timbrare e responsabilità alle quali far fronte. Ma se a volte, anche solo raramente, ci si riesce, si è molto più felici.
  • E poi se ce la fai DIVERTITI, perché è una delle avventure più belle che ti possa capitare!!

Ultima considerazione, ma non meno importante, un’altra cosa che abbiamo notato con evidenza lampante è che essere genitori attenti e presenti  conta molto, mentre il fatto che a crescere i figli siano due mamme, due babbi o un genitore single non fa alcuna differenza.

E chi non ci crede, venga pure a vedere…

 

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