“N” come… Normalità

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Prima di essere due “diversamente mamme” che si battono per i propri diritti, siamo soprattutto una normale coppia innamorata e una normale famiglia!

Spesso ci viene chiesto di descrivere la nostra situazione: come funziona, chi fa cosa, se essere due mamme e due donne ci rende le cose più facili o più difficili, come ci sentiamo, come viviamo…
Milo ha quasi 7 mesi e il primo sostantivo che mi viene in mente per descrivere ciò che stiamo vivendo è NORMALITÀ.
Vi sembra strano? E invece è proprio così e vi raccontiamo perchè.
Sono ancora a casa in maternità, mi sveglio con Milo, gongolo di gioia per i suoi sorrisi e le sue chiacchiere del mattino, facciamo colazione ascoltando la radio, lo lavo, lo cambio, lo porto fuori al parco sotto casa, gli compro la frutta e la verdura al mercato, lo addormento cullandolo su una spalla quando siamo dentro casa e dondolandolo nel passeggino quando siamo fuori. Gli preparo la pappa con le mie mani e cerco di usare prodotti biologici, lo imbocchiamo (io di solito a pranzo e lei a cena) e ci riempiamo tutti di pappa e poi osservo sgomenta Milo e il seggiolone e il pavimento e il muro che si riempiono di pappa. Il pomeriggio spesso passeggiamo tutti e tre insieme e se c’è il sole ci sediamo sulla panchina per fargli fare merenda, gli compriamo il ciuccio nuovo per vedere se gli piace di più di quello vecchio, gli compriamo il body di lana perché è arrivato il freddo e l’olio di arnica perché ha il sederino arrossato. Facciamo il bagnetto tutte le sere, lo sommergiamo di coccole e di baci, lo massaggiamo con l’olio di mandorle dolci, lo osserviamo giocare e apprendere ogni giorno qualcosa in più. Gli proponiamo stimoli e giochi sempre nuovi e diversi, cerchiamo on line i giocattoli più adatti alla sua età e al suo corretto sviluppo psicofisico. Discutiamo a lungo se sia meglio portarlo a fare acquaticitá o il corso di yoga mamma-bambino. Leggiamo libri di psicologia infantile, di ricette per lo svezzamento, chiediamo sempre più di un parere e ci interroghiamo a lungo su ciò che sia meglio per lui. Stiamo attente che non cada all’indietro quando è seduto, che non si faccia male mettendo in bocca qualunque cosa gli capiti a tiro, ci preoccupiamo che non si tuffi dal fasciatoio, che non precipiti dal divano, che dorma a sufficienza, che non prenda freddo o che abbia troppo caldo.

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Lo consoliamo se piange, lo facciamo ridere da pazzi, ci divertiamo a farci le pernacchie e lui è davvero bravo a farle, gli cantiamo le canzoni, balliamo tutti e tre insieme, facciamo il gioco del cucù, lo portiamo sempre in giro con noi, anche a vedere le mostre. Lo facciamo familiarizzare con i cani e gatti dei nostri amici, gli facciamo ascoltare la musica e cerchiamo di farlo socializzare con gli altri bimbi. Lo riempiamo di fotografie, scegliamo i vestiti dei colori che gli stanno meglio, soprattutto a righe. Lo guardiamo estasiate perché lui è il bambino più bello del mondo, soprattutto quando ride. Lo culliamo per ore quando ha il raffreddore e non riesce a dormire, cambiamo montagne di pannolini e ci rannicchiamo ai lati del letto quando alla fine lui rimane a dormire con noi… E non é così raro!
Siamo tanto esauste quanto felici e dopo poco che è andato a nanna ci manca già.
Questa è la nostra quotidianità, fatta di pappe, passeggiate, ninna-nanne e cacche, fatta di normalità fuori e dentro casa. Fatta di dolcezza, di discussioni, di preoccupazioni, ma anche di tante risate. Siamo una famiglia normale e lo siamo anche per tutti coloro che ci vivono più o meno quotidianamente. Per la signora del pian terreno ottantenne, per il nostro parrucchiere, per le altre mamme del parco, per le signore anziane sulle panchine dei giardini, per le maestre dell’asilo, per le commesse dei negozi intorno a casa, per la pediatra, per il tecnico della lavatrice, per gli amici dei nostri genitori e per i colleghi dell’ufficio.

È invece quando scrivo i post, quando faccio sentire la mia voce nella lotta per i nostri diritti che mi ricordo che purtroppo in Italia la nostra condizione non è ancora del tutto normale. Quando sento tuonare nei dibattiti la stupidità ottusa e grossolana, quando leggo di chi decide di stare in piedi contro la libertà e la felicità altrui, quando osservo con tristezza e rabbia una classe politica ferma, ancorata a posizioni fuori dal tempo e dalla storia. È solo in questi frangenti che mi ricordo che per noi c’è ancora tanta strada da fare, ma il problema, il limite, il bug non è nella nostra famiglia, ma in una parte della società che ci osserva, per fortuna una parte sempre più piccola e sempre più isolata, per tutto il resto siamo una FAMIGLIA, una normalissima e incasinata famiglia.

2 commenti

  1. Vi invio i miei più sinceri auguri affinché questa nostra diversità diventi normalità per tutti – un affettuoso saluto al vostro Milo

  2. E’ bello leggervi, fa bene al cuore … come sempre, davanti alla verità, ci si sente disarmati e increduli.
    Naturalmente mi sto riferendo al giudizio sulla classe politica ferma, e non alla vostra bella famiglia in cui ogni persona che già abbia vissuto la meravigliosa esperienza della nascita di un figlio, si rivede , si emoziona e si identifica.
    Buon viaggio belle persone, è così che il mondo si trasforma giorno per giorno vivendo la vita che scegliamo di vivere

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