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NON ESISTONO PRIORITÀ IN MATERIA DI DIRITTI

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Ecco perchè la lotta per i diritti della comunità LGBT non può essere rimandata a domani

Fare una classifica delle affermazioni senza senso che si sentono pronunciare quando si discute di rivendicazione dei diritti da parte della comunità LGBT risulta difficile, perché sono davvero tante. Procederò quindi in ordine sparso e via via che una questione mi tangerà più di un’altra cercherò di affrontarla.

Tra i tormentoni di coloro che si professano solidali e assolutamente privi di pregiudizio, ma con moderazione, c’è quello del Ma con tutti i problemi che abbiamo adesso in Italia, non vi sembra secondaria la questione dei diritti civili?

Ora, per prima cosa sfido chiunque ad attribuire una priorità ai diritti mancati. Nel senso, chi stabilisce e come si stabilisce se è più grave essere un esodato o non poter essere riconosciuto a tutti gli effetti come genitore al 100% del proprio figlio? Io certo non mi sentirei a mio agio nel dover stabilire una scala di valori in cui una problematica sociale abbia maggior peso di un’altra.

Premesso questo, l’altro aspetto fondamentale della questione è: pensiamo forse che gay, lesbiche e transessuali vivano su Marte in una condizione di ricca opulenza e ogni tanto scendano sul pianeta Italia, giusto per dare un po’ fastidio?

Noi viviamo nello stesso vostro “disgraziatissimo” paese e abbiamo condiviso gli stessi ultimi 20 anni di mala-politica.

Siamo precari, esodati, in mobilità, in solidarietà, siamo ricercatori senza futuro, siamo disoccupati, over tassati, delusi dai vostri stessi politici e stufi allo stesso vostro modo di vivere in un paese immobile. In aggiunta a tutto ciò, siamo gay e questo implica una serie ulteriore di complicazioni e mancanze da un punto di vista di diritti e tutele, che vanno ad incidere proprio su quanto di più caro ognuno di noi ha, ovvero la libertà di scelta nell’ambito della propria sfera personale.

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Vedersi negare l’accesso al matrimonio, non significa essere esonerati da una bega della quale molti eterosessuali farebbero e fanno volentieri a meno, significa purtroppo vedersi NEGATO un DIRITTO, sulla base di una DISCRIMINAZIONE. E più nello specifico significa:

– Negazione del diritto di avere notizie sulla salute del partner. In caso di ricovero ospedaliero, di richiedere la sua cartella clinica e, in caso di inabilità, di poter decidere per il partner

– Impossibilità di attingere ad un trattamento pensionistico di reversibilità

– Impossibilità di accedere alle detrazioni fiscali previste per i coniugi

– Impossibilità di accedere alla detrazione delle spese mediche sostenute dal coniuge

– Assenza di successione legittima

Nessuna tutela in caso di separazione

– Impossibilità di accesso all’adozione, anche del figlio biologico del partner nato all’interno della coppia (io che sono la madre biologica del bambino mi vedo negare la possibilità di far adottare quello che considero NOSTRO figlio alla donna che amo, con la quale ho deciso di condividere la mia vita, con la quale crescerò e accudirò giorno e notte questo bambino e con la quale pretendo che mio figlio rimanga qualunque cosa dovesse accadermi in futuro)

Ora, noi sappiamo che in Italia esistono enormi e gravissimi problemi da risolvere, con i quali anche noi gay (che per quanto pertiene il rispetto dei doveri e delle leggi siamo cittadini Italiani a tutti gli effetti) ci scontriamo ogni giorno, tuttavia ci viene continuamente detto che per risolvere queste complesse questioni servono manovre da miliardi di Euro, una lotta senza quartiere all’evasione e alla criminalità, una nuova legge elettorale, una nuova classe politica e dirigenziale…

Per concedere a noi i diritti che ci SPETTANO invece, occorre soltanto un po’ di buona volontà e non è vero, come talvolta la propaganda omofoba sostiene, che occorrerebbe modificare la Costituzione, perché l’Art. 29 della Costituzione Italiana stabilisce chiaramente che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Senza menzione alcuna del fatto che il matrimonio debba intendersi tra individui di sesso diverso.

Detto questo, continuerò a votare secondo coscienza e a battermi nel quotidiano perché l’Italia, paese in cui vivo, sia per tutti un paese migliore, ma NO, non ritengo affatto secondario porre in essere la questione del diritto ad essere riconosciuti UGUALI non solo nei doveri ma anche nei diritti.

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