Un nuovo anno è iniziato ma…

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… Le brutte abitudini nel nostro paese rimangono quelle dell’anno vecchio.

Il riferimento è all’ennesimo e odiosissimo segnale di chiusura da parte della Regione Lombardia. Per chi non avesse ancora avuto modo di leggere in merito, il 17 gennaio prossimo si terrà a Milano un convegno dal titolo “Difendere la famiglia per difendere la comunità“, intendendo non una difesa della famiglia nella sua accezione più ampia e inclusiva, dato che al dibattito parteciperanno i paladini delle battaglie contro i diritti delle famiglie e delle persone LGBT: Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Massimo Introvigne, Padre Maurizio Botta, senza contare i fautori delle cosiddette terapie riparative, come “Obiettivo Chaire”. Il tutto con il patrocinio della Regione Lombardia e i saluti dell’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e del consigliere regionale primo firmatario della mozione che istituisce la “Festa della famiglia“.
Ecco, quando leggo di simili iniziative e penso che esistono gruppi di persone che si affannano, spendendo soldi ed energie per difendere la “famiglia tradizionale” da quello che ritengono il pericolosissimo propagarsi dei mutamenti sociali, mi arrabbio davvero tanto.
Non dovrei lo so, perché la storia alla fine ha sempre dato ragione a chi ha guardato più lontano e ha visto nell’accoglimento del nuovo e del mutamento una possibilità di arricchimento. Mentre invece queste tristi accolite di reazionari finiscono per disperdersi, spazzate via dal vento inarrestabile del mutamento sociale. Voglio dire, non troppi anni fa c’è stato chi si è battuto per la salvaguardia della tradizione e della famiglia anche contro l’integrazione degli afroamericani, poi contro l’avvento del rock and roll, della minigonna, dell’emancipazione della donna e via dicendo, ma non mi pare abbiano mai avuto ragione.
Eppure, nonostante questa consolante consapevolezza, la rabbia rimane, in particolare perché mi rendo conto, ora più che mai, che la famiglia in Italia avrebbe sì bisogno di essere difesa, ma non certo dalle “nuove” forme di famiglia. Chiunque abbia figli sa perfettamente che nonostante a una parte del nostro paese piaccia molto riempirsi la bocca con concetti quali: “tutela della famiglia“, “salvaguardia della famiglia“, “la famiglia al primo posto“, in realtà per la famiglia si fa molto poco se non nulla.IMG_1178Cosa minaccia davvero la serenità delle famiglie italiane? La mancanza di posti sufficienti negli asili pubblici, i costi proibitivi delle rette qualora si abbia la fortuna di trovarlo il posto, per non parlare delle cifre al limite del proibitivo che chiedono gli asili privati, la mancanza di tutele e facilitazioni per le madri lavoratrici, la mancanza di strutture e programmi di assistenza alla genitorialità in tutte le sue fasi (salvo rarissime eccezioni), l’elemosina ridicola degli assegni famigliari, l’incuria e talvolta il degrado in cui versa la scuola pubblica, la mancanza degli insegnanti di sostegno per chi ne ha bisogno, la mancanza di fondi per la didattica, la totale inadeguatezza dei nostri mezzi di trasporto pubblici (treni di ultima generazione compresi, provate a salirci da sole con un passeggino e magari una valigia) l’inadeguatezza di musei, luoghi di interesse, stazioni e luoghi pubblici che sono nella stragrande maggioranza inaccessibili e privi di facilitazioni (non ci sono rampe, ascensori, bagni con il fasciatoio), l’inciviltà che regna nelle nostre strade con automobili e motorini a ostruire il passaggio sui marciapiedi, la penuria di spazi verdi, di aree gioco, di consultori e luoghi di incontro (specialmente in alcune regioni). E l’elenco sarebbe ancora lungo.
È per cambiare e migliorare tutto questo che credo sarebbe davvero opportuno lottare, investendo tempo, energie e passione.
Anche perché su un punto vorrei invitare tutti a stare sereni: per ogni famiglia omogenitoriale che si forma, NON viene eliminata una famiglia tradizionale e soprattutto per ogni diritto che verrebbe concesso alla comunità lgbt NON verrà eliminato un diritto o una tutela alle “famiglie tradizionali”, quindi in nome di un bene comune, proviamo a concentrarci su dibattiti seri, invece di sprecare risorse per inutili e anacronistiche cacce alle streghe.

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