WONDERFUL FAMILIES

| 0 commenti

“È più facile costruire bambini forti che riparare uomini rotti” (Frederick Douglass)

In una fredda domenica di pioggia abbiamo messo insieme quattro bambini di 6 anni, abbiamo scelto un gioco che si chiama WONDERFUL FAMILIES e abbiamo fatto un esperimento.

Alle 16:30 armate di biscottini e con Milo scalpitante in cerca di nuove avventure, ci siamo presentate a casa dei nostri amici Paolo e Moreno, due papà che crescono insieme i gemelli seienni Guido ed Emma. 

Nel salotto di casa, già sottosopra, abbiamo conosciuto Agnese e Lorenzo, altri due gemelli di 6 anni loro compagni di scuola.

1, 2, 3… Si inizia a giocare!!

Wonderful Families è un memory game a punti nel quale è richiesto di comporre le famiglie, ogni famiglia è rappresentata da un colore. In tutto ci sono 9 famiglie e la cosa rivoluzionaria è che queste famiglie sono proprio di tutti i tipi.

Ci sono famiglie multiculturali, genitori adottivi, ci sono famiglie con due mamme, due papà, una sola mamma, famiglie di nonni e nipoti e anche una single che vive con una pianta, un cane e un uccellino. Insomma ci siamo proprio TUTTI!

I bambini iniziano a giocare ognuno a suo modo:

Guido è turbolento, ride e si arrampica sul tavolo per andare a scoprire le carte.

IMG_5153

Agnese è silenziosa e osserva il gioco, ma poi finisce sempre col trovare le carte che appartengono alle famiglie degli altri.

Lorenzo è molto concentrato, ma non perde l’occasione per ridere e far dispetti a Guido.

E poi c’è Emma, che zitta zitta è un’ottima osservatrice e alla fine è la prima a completare tutte le famiglie dei colori che aveva scelto.

Al termine del gioco, proviamo ad osservare le famiglie che si sono composte sul tavolo.

Guido dice: -Io qui ho una famiglia con due mamme!-

Gli fa eco Emma: -Anche io-

-Sei sicura Emma?- Dice Guido -Ma no! Quelle non sono due mamme, ha i capelli lunghi ma è un maschio…-

Lorenzo ride come un pazzo e dice: -Ma questa che famiglia è?! Una donna… Un cane… Una pianta…-

-Un po’ strana…- Osserva Emma.

Agnese, che ha composto una famiglia con due papà, dice: -Guarda Emma e Guido questa è la vostra famiglia!!! Ci sono due babbi, però hanno due femmine- Ed Emma ridendo a crepapelle: -Allora Guido è una femmina!!-

-Guido è una femmina…- [cantilena dei bambini in coro]

E infine Lorenzo osserva insieme alla sua mamma la famiglia che ha composto e riconosce gli amici di Lucca che hanno adottato due bambini, il cui colore della pelle è diverso da quello dei genitori.

Fine dell’esperimento. I bambini sono già andati oltre e si rincorrono in salotto, per la gioia di Milo che li osserva rapito come si ammirano le giostre.

IMG_5144

Cosa abbiamo sperimentato?

Intanto che se dei cuccioli di uomo sono abituati a confrontarsi fin da piccoli con la diversità, si dimostrano più aperti, disponibili e recettivi nei confronti di tutte le diverse possibilità che verranno loro proposte strada facendo. E questa secondo noi è una ricchezza. Abbiamo provato a guardarla da ogni punto di vista, ma proprio non ci è venuto in mente niente che potesse essere considerato come elemento negativo, nel fatto di guardare al mondo senza preconcetti e pregiudizi.

Agnese e Lorenzo hanno una mamma e un babbo, ma da quando sono piccoli conoscono Guido ed Emma che hanno due babbi e questo non ci pare abbia influito negativamente sul loro sviluppo, se non nel fatto di renderli immediatamente e naturalmente predisposti ad accettare la diversità in ogni sua forma.

Inoltre abbiamo sperimentato che un gioco come Wonderful Families che permette a tutti noi di identificarsi in diversi modelli di famiglia, che vanno oltre quello schematismo rigido, che una certa TV e una certa editoria vorrebbero imporci, ma che di fatto non riflette la realtà della società civile intorno a noi, fa divertire lo stesso, ci aiuta a riflettere e contribuisce decisamente ad allargare gli orizzonti.

Siamo sicuri che in un momento come questo abbiamo bisogno di insegnare ai nostri figli ad innalzare muri? E a marcare differenze? O forse è il momento di impegnarci ancora di più in un’educazione volta al rispetto della diversità, dell’inclusione e dell’integrazione. Sì è vero, viste con gli occhi dei bambini le cose sembrano sempre più semplici, ma quei bambini poi diventeranno adulti e ormai, lo sanno anche i muri, che i buoni semi che piantiamo adesso, saranno ottimi frutti domani.

Un affettuoso GRAZIE a Barbara di PARIQUAL per questo bellissimo gioco!

Lascia un commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.